Connect To LEILA

Leila è militante Ypj in guerra contro Daesh; Leila è bambina oltre il filo spinato del confine macedone; Leila è lesbica in Russia; Leila è anziana in marcia da Budapest a Vienna; Leila è donna sotto sfratto in Spagna; Leila è attivista in viaggio verso Rojava; Leila è afroamericana in un quartiere bianco e razzista; Leila è ginecologa femminista fra colleghi antiabortisti; Leila è occupante di casa in una qualunque città d’Italia; Leila è migrante fuggita da un CIE; Leila è cattiva maestra contro la Buona Scuola; Leila è uomo in transizione verso una nuova identità; Leila è neolaureata esclusa dalla Garanzia Giovani; Leila è studentessa universitaria senza borsa di studio; Leila è operaia in cassa integrazione; Leila è greca in piazza Syntagma per OXI; Leila è madre e figlia che si battono contro lo Sblocca Italia, le grandi opere, le trivelle in mare, per la tutela dell’ambiente e del territorio; Leila è lavoratrice autonoma con partita IVA, senza diritti e che rivendica l’estensione del welfare; Leila è sindacalista conflittuale che difende i diritti dei lavoratori; Leila è facchino in lotta contro la schiavitù delle false cooperative; Leila è NEET che lavora gratis, ricattata da una promessa di impiego futuro; Leila è ricercatrice precaria in Università; Leila è professionista impoverita dalla crisi, che si mobilita per un’equità fiscale e previdenziale; Leila è disoccupata che vuole garantirsi un futuro e un reddito minimo; Leila è lavoratrice dipendente contro le politiche di precarizzazione del Jobs Act; Leila è agitatrice sociale ovunque nel mondo si disobbedisca.

Leila è ognuna e tutti noi in lotta per una vita degna.

Leila è un nome individuale per un corpo collettivo, è la maschera a cui abbiamo scelto di dare vita per abitare l’infosfera in modo differente. Leila è soprattutto rottura dell’identità che cede al desiderio di farsi attraversare da voci molteplici. Dismettiamo ogni autorappresentazione, ma con la necessità improrogabile di costruire narrazioni divergenti, di aprire all’ibridazione per lasciarci mutare.

Con questo esperimento vogliamo tessere relazioni, riscoprire il confronto collettivo e praticare l’esercizio dell’approfondimento attraverso contributi ed articoli in una “agorà”, uno spazio pubblico di discussione ampio e trasversale, nel quale porre tante domande e insieme trovare delle risposte, con l’attitudine alla sperimentazione caparbia, alla ricerca instancabile. Proviamo a sfidarci anche sulle forme della comunicazione, volendo ospitare e sviluppare ipotesi mediali nuove: non solo parole, ma anche disegni, immagini, video come veicoli virali e immediati di idee.

Nasce così un nuovo progetto di informazione da usare come grimaldello per risvegliare le intelligenze assopite e ridare sostanza alla partecipazione, sempre più spesso delegata all’incorporeo dei click in rete.

Il cammino di Leila è appena iniziato, ogni passo è da compiere insieme.

Scopri l’Agorà

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